Gruppo Adamello: laghi di san giuliano

In auto a Caderzone (m.723 – Val Rendena).

Da Caderzone per strada selciata poi sterrata passando per località: Ruina – Mont dei Baloc (baite) – Fontanac (sorgenti del vecchio acquedotto) per giungere a Diaga (m.1413 – baita con meridiana dipinta nel 1929 – Villa Diaga).

A Diaga, tabelle, indicazioni che invitano a risalire i pascoli. Si trova poi un sentiero che, dopo aver passato la Malga Campo, aggira la spalla settentrionale del Corno Altro – Monte Spadalone, con qualche saliscendi in mezzo al bosco, in direzione ovest. Arrivati a breve gradino sotto la malga San Giuliano (m.1970), si sale alla Malga e quindi, oltrepassatala, si entra in un astupenda conca pascoliva che porta ai Laghi si S.Giuliano (m.1938) e Garzonè (m.1942 – ore 2.15 da Diaga).

Nei pressi, il Rifugio San Giuliano e la chiesetta votiva a San Giuliano di Cilicia celebre per la sua fonte di “acqua buona per le febbri”. La chiesetta era un tempo custodita da un eremita. La pima notizia è del 1292, sarebbe stata ricostruita nel 1488 sui ruderi dove, la credenza popolare dice che San Giuliano si ritirò a vita cenobitica in espiazione del tragico errore frutto della gelosia, che commise. Vi sono anche alcune leggende:
1) Scoperto il suo ifugio, San Giuliano sarebbe stato gettato nel lago chiuso in un sacco, tra pietre e serpi.
2) I “sassi” di San Giuliano erano usati contro i morsi delle vipere.
3) Su di un masso di granito si indicavano gli stampi della mano del santo dello zoccolo del suo cavallo.

 

Cicli affrescati raffiguranti la leggenda di San Giuliano sono conservati nella cattedrale di Trento e nella chiesetta di Villa nel Bleggio.
Volendo si può proseguire fino a Malga Garzonè (m.1970) e per comodo sentiero al Passo di San Giuliano (m.2184 – ore 3.00 totali); da qui si può salire abbastanza facilmente sulla cima dello Spadalone (m.2344).
Ritorno per la stessa via.

©R.Z.

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