In auto a Molina di Fiemme, si risale la Val Cadino fino a quota 1440 dove si volge a dx trovando uno spiazzo (sbarra – ponte – tabelle: Passo Fregasoga n°423).
Oltrepassato il ponte (Baita Fornace mt.1440 – fontana -tabella: Strada Forestale Valletta Km 5,8), lasciata alle spalle la baita, si segue la strada che sale nel bosco. Fatti alcuni tornanti e passati due tratti lastricati, si giunge ad un bivio dove si prosegue diritti in salita. In alto accompagna il Rio Valletta che si valica a quota 1704 (ponte di legno – ore 0.45 -Attenzione: al ritorno si dovrà ritrovarlo dopo un breve tratto privo di sentiero! ).
Passato il ponte si volge a sx per un sentiero erboso (n°423) ed acquitrinoso lungo il Rio Valletta. passata una radura, per traccia si arriva ai ruderi di Malga Valletta Alta (mt.1796). Risaliti i pascoli (si vede un segnale su un sasso), la traccia prosegue verso sx nel bosco, compie un’ansa traversando un rio asciutto, poi sale tra i rododendri incontro ad una balza rocciosa. Seguendo i segni si avvicina il rio in ambiente ravvivato dai fiori, nel bosco rado per traccia si traversa un piccolo rio (più a sx canta il torrentello) uscendo in una radura (sulla sx si nota una frana sassosa), poi si lambisce il torrentello (alzando lo sguardo si vede il Monte Camin posizionato tra due forcelle, il Passo Fregasoga è quello a dx), si esce infine dal bosco in una incantevole conca (mt.1920ca.- ore 1.20 – volgendo lo sguardo indietro si ha una bella veduta sul Latemar, da sx Corno Bianco e Corno Nero, Pala di Santa e , inconfondibili, il Corno di Val d’Ega, il Cimon del Latemar e lo Schenon).
Si sale lungo il rio (tracce – ometti) per pietraie verdi e rododendri, seguendo poi a sx il torrentello che si infila in una piccola gola (è una variante di percorso più bella), la traccia lambisce la gola, avvicina l’acqua e per una valleta porta ad una conca con dei ghiaioni ed una frana sassosa (sopra incombono le muraglie del Monte Croce). Si volge a dx lasciando sullasx la frana sassosa, rimontando dapprima un dosso erboso cosparso di rododendri, poi un costoncello brullo, quindi, piegato ulteriormente a dx, si segue una buona traccia che passa sopra una frana sassosa (che si avrebbe dovuto rimontare con il percorso normale).
Il sentierino traversa in quota (mt.2219 – ore 2.10 – panorama sul Monte Ruoich, versante Val Cadino, Cima dell’Inferno, Busa Grana, Ciama delle Stellune e Cima d’Asta). Si volge a dx seguendo la traccia nell’erba (segni) che aggira con moderata pendenza la quota 2424 del Monte Fregasoga portando ad una sella (mt.2375ca.). Per traccia si aggira uno sperone sul versante ovest, si continua poco sotto la cresta e, risalita la dorsale, si arriva all’ometto di vetta delMonte Fregasoga 8mt.2452 – ore 3.05 – panorama). Si allunga per il crinale prima erboso, poi sassoso (segni – in basso i Laghi della Val di Pinè) calando in una sella (mt.2370ca.).
Seguendo una buona traccia si rimonta fino alla cima delle Pale delle Buse (mt.2412 – ore 3.40). Si scende in direzione di un cippo per seguire ancora la traccia leggermente a sx a riprendere il filo di cresta sull’erba (in basso si vede Malga Sass) e scendere ad una selletta di terra rossastra (cippo). La traccia (versante Val Cadino) va a toccare una seconda selletta dove il sentiero passa sul versante di Malga Sass (si vede la croce del Monte Cogne) per rimontare ad una terza selletta (cippo, verso est, oltre a Cima Fornace, si vede anche la bifida Cima Bolenga). Dalla sella, per tracce, si sale fra i rododendri il ripido versante che porta alla vetta del Cimon del Tres(mt.2292 – ore 4.30).
Scesi ad una spalla erbosa (cippo), si prosegue lungo la dorsale per traccia arrivando ad una sella dove si volge a dx calando in un vallone con rododendri e arbusti (qualche labile traccia evanescente), più in basso si trova una traccia di sentiero (mt.2020ca.) che taglia orizzontalmente il vallone, la si segue verso sx entrando nel bosco per uscirne ad una radura.
A sinistra tra i pini si ritrova la traccia che diventa buon sentiero, scende nel bosco in mezzo all’erba,pianeggia per un tratto, poi con moderata pendenza porta ad una radura. Ancora nel bosco ad incrociare il sentiero che arriva dal Monte Brustoloni e porta al Baito di Tres (mt.1916 – ore 5.20 – bivacco di emergenza). Il sentiero rientra nel bosco poi diventa stradina che passa una presa d’acqua e porta ad un bivio. Attenzione! Traversata la strada si scorge una labile traccia che poi migliora, scende un bosco a zigzag per un lungo tratto, traversa poi con una secca svolta (segno blu), si innesta sulla strada al Baito dei Slavazi (mt.1616 – ore 5.50 – fontana). Scesi al bivio stradale, si volge a dx risalendo nel bosco fino ad uno slargo dove la strada termina (mt.1680ca.). Ora si deve rimontare per i prati in direzione di un’altana dove si rinviene la stradina ch conduce al ponte di legno dell’andata (mt.1704 – ore 6.15). Lungo la strada forestale si torna a Baita Fornace (mt.1440 – ore 6.45).
Nota: in alcuni punti il percorso richiede una buona capacità di orientamento, utile l’altimetro ed il saper leggere bene la cartina.







