Latemar: da moena al passo costalunga

Da Moena (m.1184) si sale alla frazione di Sorte (m.1256).
Un sentiero continua portando a Penia*** (m.1568 – ore 0.45). Si attraversano i campi verso l’ato e nel bosco si incrocia il sentiero n° 521. A un bivio, segnali: a dx per il Sass da Ciamp (a sx per il Toac).
Dopo una linga salita nel bosco, si raggiunge una valletta erbosa, la si rimonta fino a Forcella Peniola (m.2150 – ore 2.15). 

Salita al Sass da Ciamp (m.2186): Da Forcella Peniola si va a dx e per un largo crinale erboso si giunge alla croce di vetta in pochi minuti.

Salita a Cima del Toac (m.2319): Da Forcella Peniola si risale a sx il largo pendio prativo superando a metà percorso un’anticima per arrivare al lungo e panoramico crestone erboso (ore 0.30 dalla forcella). Discesa: si segue il filo di cresta fino a Forcella del Toac (m.2273 – ore 4.00 circa compresa la salita alle cime).

Lastè di Vallaccia (m.2449): La salita per il fianco sud è di 1° grado,più sempilce. Da Forcella del Toac traversare a sx alti sopra il solco del Toac fino a raggingere il solco della desolata Val de la Cagnota, dove una traccia sale sino alla testata della valletta a una conca (Forcella Zacarogn – m.2400).

Salita al Lastè di Vallaccia per la cresta nord-ovest. Seguendo il filo di cresta tra roccette e ghiaie, si giunge alla cima (m.2449 – 0 .15). Ritorno a Forcella Zacarogn. Si scende ora la Val Zacarogn per prendere il sentiero 517 che, scendendo un ripido costolone di prati e alberi, porta al Passo di Costalunga (m.1753 – ore 6.00-6.30).

Variante: con base auto in Val di Fiemme: da Forno (m.1168) presso la chiesa un ripido sentiero porta a Medil (frecce rosse puntate in direzione di Medil), un piccolo agglomerato di case e fienili (m.1363 – ore 0.30).Da qui un sentiero al sommo dei campi porta a Penia (m.1468n – ore1.00) continuare come da *** salendo il Sass de Ciamp, la Cima del Toac e il Lastè di Vallaccia. Per la discesa, da Forcella Zacarogn (m.2400) traversare per tracce fino ad imboccare la Valle del Toac, scenderla sulla dx fino ad una sorgente con vasca di legno. Abbandonare i prati in prossimità di un sasso (segnali su sasso e roccia), più in basso una freccia su un albero indica una svolta poco chiara (la discesa diretta della valle è da evitare, fino a quando non sarà ripristinato il sentiero 517). Entrati nel bosco seguire la traccia che taglia lungamente verso dx (segnali): giunti sulla verticale di Malga Valsorda abbandonare la traccia calando per il bosco un ripido valloncello con spezzoni di tracce, arrivando sul torrente e ai pascoli vicini alla baita in legno. Da qui si segue il sentiero 516 lungo la “Cava delle bore” per giungere a Forno (m.1168 – ore 6.30).

©R.Z.

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