Per escursionisti esperti, qualche tratto di corda metallica.
In auto a Forcella Staulanza (m.1766).
Dalla forcella con il sentiero n° 472 si sale verso sud per i declivi pascolivi fino al piccolo colle sovrastante, si passano un paio di ripiani con tratti paludosi. Si prosegue in quota pianeggiando a mezza costa nel bosco. Una breve discesa porta ad attraversare un valloncello (Val del Zirr – m.1869),ancora in piano (baranci e massi sparsi) quindi si attraversa un pendio di pascolo; successivamente si aggira la sommità della valle e, con piccoli dislivelli, si attraversa una zona accidentata e fitta di baranci sotto le colate detritiche della base sud-ovest del Pelmetto.
Si passa il letto del Ru Bianch (m.1890) pervenendo sul ripiano pascolivo del Col de le Crepe Cavaliere (m.1909), dopodichè si arriva a Le Mandre e all’incrocio di sentiero a quota m.1908 (ore 1.15). Si continua con moderata salita verso est aggirando il dosso barancioso per uscire su un altro ripiano di pascoli (Campi Sò Pelf – m.1968) e infine all’insellatura di metri 1982.
Si piega ora verso nord-est in direzione della Dambra, il sentiero poi scende tra baranaci e massi verso delle conche detritiche da dove si risale per pendii argillosi al Passo Rutorto e al Rifugio Venezia (m.1946 – ore 2.15). Dal rifugio si risale in direzione nord-ovest per il sentiero sui ghiaioni in direzione dell’attacco della via normale del Pelmo, al bivio si va a dx con segnale n° 480 (Sentiero Flaibani) che taglia in leggera salita i grandi ghiaioni della Forca Rossa.
Si sale per un canale ghiaioso ad una forcelletta tra il Torrione Inferiore e un suo contrafforte orientale (ore 3.15). Passata la forcelletta ci si affaccia sul vallone che scende dalla Forcella di Val d’Arcia. Si piega decisamente a sx lungo le rocce e si traversa (corda metallica) sulle piccole cenge rocciose del fianco settentrionale del Torrione Inferiore, quindi, con salita obliqua a nord-ovest, si attraversano due canaloni ghiaiosi e, sempre restando a sx lungo le rocce, si raggiunge e si sale il ripido vallone che porta a Forcella di Val d’Arcia (m.2476 -ore 3.45).
Dalla forcella si cala nell’anfiteatro delle Cime di Val d’Arcia, per ghiaie (traccia) in direzione nord puntando alla spalla erbosa che scende dalle cime; si risale brevemente sui pascoli superando la dorsale (m.2300 circa). Si punta verso un ripido canalone per scenderlo poi a zig-zag (tracce) fino ad incrociare un buon sentiero (m.1925 – c’è la possibilità di scendere, verso sx, direttamente a Forcella Staulanza), il n° 480 (più panoramico) che sale verso nord-est a Forcella Forada (m.1977), quindi lungo una stradina in direzione nord-ovest si raggiunge il Rifugio Città di Fiume (m.1918 – ore 5.15).
Dal rifugio si va per un valloncello (acqua) poi si scende una costa boscosa, passata una valletta erbosa al margine delle ghiaie (vicino ad un masso si nota il sentiero che scendeva direttamente da Forcella Forada), si sale un avvallamento con grossi massi per raggiungere un costone; si passa successivamente in una zona con arbusti, si sale per ghiaie (quota 1780, qui giunge la traccia che partiva da quota 1925 del Sentiero Flaibani, presso le Cime di Val d’Arcia) sotto il Pelmetto arrivando ad una valletta presso una dorsale allungata (le Crépe dal Fen – m.1820).
Si entra nel bosco passando due spiazzi erbosi rotondi (vecchie carbonaie, aiài), in piano per un avvallamento boscoso e per l’ultimo pendio prativo, dopo aver passato un serbatoio, si giunge a Forcella Staulanza (m.1766 – ore 6.00).
©R.Z







