Monte priaforà

In auto al Maso (m.530 – frazione di Velo d’Astico – VI).

Dalla Fontana si prende la stradina che sale diritta tra vigne e orti. Dopo circa 7/8 minuti si trovano le segnalazioni per il Priaforà. Il sentiero sale in direzione delle Roazene, poi più in alto comincia a piegare verso dx. A un cero punto il bosco si dirada lasciando apparire alcuni baiti, si rientra nel bosco per arrivare più su in un luogo un po’ angusto dove fa mostra di sè un rustico capitello (m.900). Si sbuca poi su un pulpito panoramico sulla media Val dell’Astico.

Si segue ora la mulattiera che taglia pianeggiante il versante di Val Posina per raccordarsi alla quasi strada che sale da Castana. Raggiuntala si piega a sx seguendola per un bel tratto nel quale il camminare è più dolce.

A quota m.1275 un’indicazione invita a lasciare la mulattiera per risalire il pendio (qui il sentiero è quasi scomparso). La salita è faticosa, il sentiero a tratti è poco agevole. Per bosco si arriva sotto la punta del Priaforà (Parete Est). Si risale a zig-zag per una mulattiera che va ormai scomparendo fino ad aggirare la vetta su comoda mulattiera e incrociare il sentiero che sale dal Passo Campedello e in un attimo si arriva alla croce di vetta (m.1650 – ore 3.30).

 

Discesa per le Creste: si scende fino a oltrepassare il “Buso del Priaforà” e, incrociata la stradina militare, la si segue per un po’. Si piega poi a sx e si risale a guadagnare la cresta che collega Monte Giove (m.1595).

Si cala per la china erbosa fino a incrociare la mulattiera, la si segue e a un segnale si entra nel bosco. La mulattiera, pianeggiando, taglia tutto il Priaforà per collegarsi al sentiero fatto all’andata. A una tabella (per S.Ubaldo) si prende una scorciatoia che porta al pulpito panoramico trovato al mattino e da qui ci si abbassa velocemente ritornando alMaso (ore 6.00).

©R.Z.

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